Roberto Mancini ha detto di poter tornare alla Sampdoria per il sogno che aveva Vialli. Sono le parole pronunciate da Roberto Mancini al Teatro Regio di Parma, nella seconda giornata del Festival della Serie A per ricevere il premio Legendary coach. Mancini ha ricordato l'abbraccio con Gianluca Vialli, scomparso per un tumore al pancreas il 5 gennaio 2023. Era speciale, non è stato solo un grande giocatore. Era un uomo con qualità incredibili. Quando perdi un amico, perdi un punto di riferimento. Magari non ci si vedeva per anni, ma eravamo come fratelli e l'ho perso. Quell'abbraccio lì è stato tutto. Alla Sampdoria abbiamo dormito molti anni nella stessa stanza, poi ha iniziato a russare e abbiamo divorziato – ha continuato Mancini facendo poi una simpatica imitazione di Vujadin Boskov –. Tornare alla Samp? Per il sogno che aveva Vialli, potrei sì. Sven Goran Eriksson? Era amato da tutti i calciatori, anche da chi non faceva giocare. L'ho fatto arrabbiare qualche volta, ma lui era una persona gentile. Se tornerà ad allenare la Nazionale, si capirà tra poche settimane. Intanto, nel 2021 ha vinto l'Europeo: Sono stati quattro anni che non abbiamo mai perso. Abbiamo un record mondiale di tutta la storia del calcio, anche del Brasile di Pelé e dell'Argentina di Maradona. 37 gare senza sconfitta. 30 vittorie e sette pareggi. Sono stati bravi i calciatori. I discorsi di Gianluca ai ragazzi erano emozionanti. Loro erano concentratissimi quando lui parlava. Il discorso prima di andare a Wembley per la finale, fu incredibile. È stato un momento importante per tutti. Infine, su Cristian Chivu: L'ho preso io all'Inter dalla Roma. È un ragazzo gentile. Da tecnico aveva già fatto bene con il Parma da subentrato. Certo, l'Inter è molto forte, ma lui ha vinto ed è stato bravo.